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Cebuella
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Gli mwbauistitì pigmei (mwbqmwbgCebuella mwbwJ. E. Gray, 1866) sono un genere di mwcaprimati appartenenti alla famiglia dei mwcqCallitricidi. Sono le più piccole mwcgscimmie propriamente dette, diffuse nelle regioni occidentali del mwcwSud America. Vivono in gruppi sociali e si nutrono principalmente di linfa e resina degli alberi.
Contents
• Biologia
• Note
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Descrizione
Gli uistitì pigmei hanno una lunghezza testa-tronco compresa tra 12 e 15 centimetri, mentre la coda, lunga da 17 a 23 centimetri, supera nettamente il corpo. Pesano tra 85 e 140 grammi, il che li rende le mwdwscimmie più piccole esistenti – ma non i primati più piccoli, poiché ad esempio i mweamicrocebi sono ancora più minuti.
Il loro mwegpelo è particolarmente folto sulla testa, dove cresce all'indietro, e ha una colorazione marrone scuro o grigio-bruna sulla testa e sulla nuca. Il dorso è generalmente grigio, con frequenti screziature nere o verdastre. L'addome è di colore variabile, dal giallo-bruno al biancastro a seconda della specie, mentre le zampe presentano una tonalità giallo-arancio. La lunga coda folta è caratterizzata da anelli alternati neri e grigi. Sul labbro superiore hanno due caratteristiche macchie bianche, mentre una striscia bianca percorre anche il naso. Come tutti i Callitricidi, possiedono artigli invece che unghie sulle dita delle mani e dei piedi (eccetto gli alluci).
Distribuzione e habitat
Gli uistitì pigmei vivono nel mwhqbacino amazzonico occidentale, in una regione compresa tra il mwhgRio Japurá a nord e il mwhwRio Madeira a est e sud. Il loro areale include quindi porzioni del mwiaBrasile occidentale, della mwiqColombia meridionale, dell'mwigEcuador orientale, del mwiwPerù orientale e del nord della mwjaBolivia. Questi primati abitano prevalentemente le mwjqforeste pluviali tropicali, in particolare quelle di pianura periodicamente inondate lungo i corsi d'acqua, ma sono presenti anche in foreste di terraferma (mwjgmwjwterra firme), boschetti di bambù, fitte boscaglie di liane e foreste secondarie. Gli uistitì pigmei condividono spesso l'habitat con varie specie di mwkatamarini. Nelle zone dove i due gruppi coesistono, i tamarini sono generalmente più numerosi nelle foreste di terraferma, che non vengono inondate nella stagione delle piogge, mentre sono meno comuni nelle foreste fluviali, preferite invece dagli uistitì pigmei.cite-ref-rylands-mittermeier-1-0[1]
Biologia
Comportamento
Gli uistitì pigmei sono scimmie arboricole attive durante il giorno, con picchi di attività soprattutto nelle ore del mattino e nel tardo pomeriggio. Solitamente trascorrono la notte nascosti nel fitto della vegetazione e, più raramente, all'interno di cavità degli alberi. Si spostano principalmente camminando a quattro zampe sui rami orizzontali, ma sono anche ottimi saltatori e, grazie ai loro artigli, riescono ad arrampicarsi facilmente sia in salita che in discesa lungo i tronchi degli alberi.
Vivono in gruppi sociali di dimensioni comprese tra i due e i nove individui, solitamente formati da uno o due maschi adulti, una o due femmine adulte e dai loro piccoli. Nel caso in cui siano presenti più femmine, solo una di esse diventa dominante e si riproduce, mentre l'altra rimane subordinata. Un importante elemento nelle interazioni sociali è il mwmqgrooming, ossia la cura reciproca del pelo.
Ogni gruppo occupa territori molto ridotti, con una superficie compresa tra 0,3 e 0,5 ettari, spesso incentrati attorno a un albero particolarmente adatto per estrarre linfa e resine. Quando la produzione di linfa diminuisce, il gruppo cerca un nuovo territorio, generalmente situato nelle vicinanze del precedente. I territori dei diversi gruppi non si sovrappongono e le interazioni tra gruppi vicini sono estremamente rare.
Alimentazione
La dieta degli uistitì pigmei è costituita principalmente da linfa e resina degli alberi (dal 60 all'80%) e da piccoli animali (12-16%). Come tutti gli uistitì, grazie ai loro denti inferiori specializzati, sono capaci di incidere la corteccia degli alberi per raggiungere queste risorse alimentari. Tra i piccoli animali di cui si nutrono vi sono mwogcavallette, mwowcoleotteri, mwpafarfalle, mwpqformiche e mwpgragni. In misura minore consumano anche frutti, germogli, altri elementi vegetali e occasionalmente piccoli vertebrati.
Riproduzione
In genere, all'interno del gruppo, soltanto la femmina dominante si riproduce, mentre gli altri membri del gruppo contribuiscono alla cura dei piccoli. Se nel gruppo sono presenti più maschi adulti, uno di essi assume un ruolo dominante, impedendo agli altri di accoppiarsi con la femmina principale.
Dopo una gestazione di circa 140 giorni, nascono solitamente due gemelli dizigoti, caratteristica comune a tutti i Callitricidi. Il padre e gli altri membri del gruppo partecipano attivamente all'allevamento dei piccoli: li trasportano, giocano con loro e li affidano alla madre solo per l'allattamento. I piccoli vengono svezzati all'età di circa tre mesi. La maturità sessuale sopraggiunge nel secondo anno di vita, ma a causa della struttura sociale tipica di questi animali, generalmente gli individui non iniziano a riprodursi immedatamente dopo il raggiungimento della maturità. La loro aspettativa di vita è di circa 12 anni.
Conservazione
Nonostante abbiano un'elevata capacità riproduttiva e non siano particolarmente esigenti in termini di habitat, gli uistitì pigmei sono classificati dall'mwraIUCN come vulnerabili (mwrqVulnerable). La principale minaccia per entrambe le specie è rappresentata dalla cattura a scopo di commercio illegale, poiché vengono frequentemente venduti come mwrganimali domestici.cite-ref-iucncebuella-niveiventris-2-0[2]cite-ref-iucncebuella-pygmaea-3-0[3]
Tassonomia
Gli uistitì pigmei costituiscono il genere autonomo mwuqCebuella all'interno della famiglia dei mwugCallitricidi. L'attribuzione di questo gruppo a un genere separato è motivata principalmente dalle dimensioni corporee notevolmente inferiori rispetto agli altri generi di Callitricidi e da differenze anatomiche nella struttura del mwuwpene. In precedenza erano stati spesso collocati all'interno del genere mwvamwvqCallithrix. Dal punto di vista filogenetico, il genere mwvgCebuella è considerato il mwvwgruppo fratello del genere mwwamwwqMico (gli uistitì amazzonici). Il mwwgRio Madeira, affluente di destra del Rio delle Amazzoni, costituisce il confine geografico naturale che separa l'areale degli uistitì pigmei da quello degli uistitì amazzonici.
Attualmente, all'interno del genere mwzgCebuella vengono riconosciute due specie:
• lo uistitì pigmeo settentrionale (mwaqmwagCebuella pygmaea [mwawvon Spix, 1823]), caratterizzato da un addome giallastro-marrone chiaro, che non è nettamente distinto dal dorso screziato di bruno-olivastro. Questa specie è diffusa nell'area a nord del mwbaRio delle Amazzoni e a sud del mwbqRio Japurá;
• lo uistitì pigmeo meridionale (mwbwmwcaCebuella niveiventris mwcqLönnberg, 1940), che presenta una chiara distinzione cromatica tra l'addome bianco e il resto del corpo, oltre a parti interne degli arti anch'esse bianche, che diventano progressivamente più giallastre verso mani e piedi. Questa specie occupa la regione compresa tra il Rio delle Amazzoni, il mwcgRio Madeira e le pendici orientali delle Ande.cite-ref-rylands-mittermeier-1-1[1]
Originariamente, entrambe queste forme erano considerate sottospecie di una singola specie (mweaC. pygmaea). Tuttavia, dal gennaio 2020 l'mweqUnione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) riconosce ufficialmente entrambe come specie distinte.cite-ref-iucncebuella-niveiventris-2-1[2]cite-ref-iucncebuella-pygmaea-3-1[3] Questa suddivisione è confermata da analisi molecolari, che mostrano una divergenza genetica tra le due specie significativamente maggiore rispetto alle differenze interne alle singole specie stesse. La separazione tra queste due specie di uistitì pigmei è avvenuta circa 2,5 milioni di anni fa, al passaggio tra il mwggPliocene e il mwgwPleistocene. Pertanto, la divergenza tra le due specie di mwhaCebuella risulta addirittura superiore a quella riscontrata tra due specie affini di tamarini, il tamarino calvo (mwhqmwhgSaguinus bicolor) e il tamarino di Martins (mwhwmwiaSaguinus martinsi).cite-ref-boublietal-5-0[5]cite-ref-porter-6-0[6]
Infine, nel bacino superiore del mwkgRio Juruá, nello stato brasiliano di mwkwAcre, è presente un'altra popolazione di uistitì pigmei dalla colorazione del pelo più scura. Non è ancora stato chiarito se questa popolazione rappresenti una nuova specie distinta o una sottospecie dell'uistitì pigmeo meridionale.cite-ref-boublietal-5-1[5]
Note
cite-note-rylands-mittermeier-11. ↑ mwvgA. B. Rylands e R. A. Mittermeier, mwvwFamily Callitrichidae (Marmosets and Tamarins), in mwwaRussell A. Mittermeier, Anthony B. Rylands e mwwqDon E. Wilson (a cura di), mwwgHandbook of the Mammals of the World: Primates: 3, 2013, pp.mwww 307-308, mwxaISBNmwxq 978-84-96553-89-7.
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cite-note-boublietal-55. ↑ mw8aJean P. Boubli, Maria N. F. da Silva, Anthony B. Rylands, mw8qStephen D. Nash, Fabrício Bertuold, Mário Nunes, Russell A. Mittermeier, Hazel Byrne, Felipe E. da Silva e Fábio Röhe, mw8gmw8wHow many Pygmy Marmoset (mw9aCebuella Gray, 1870) species are there? A taxonomic re-appraisal based on new molecular evidence, in mw9qMolecular Phylogenetics and Evolution, novembre 2017, mw9gDOI:mw9w10.1016/j.ympev.2017.11.010.
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Collegamenti esterni
• mwaqcPygmy marmoset, su primate.wisc.edu, Wisconsin National Primate Research Center.